06.04

Italian Pole Dance Contest 2015 dagli occhi di Stefania

Stefania Ongaro, concorrente al recente Italian Pole Dance Contest 2015, allieva dello Studio Pole Dance di Monza, ci racconta tutte le emozioni dietro la gara.


“Ire, mi sa che faccio Torino quest’anno.”
“Perché non Modena?”
“Modena?”


Ed è così che è iniziata l' avventura verso la mia prima gara di pole dance, subito dopo il saggio di Natale.
L’adrenalina dell’esibizione, gli incitamenti delle mie compagne di allenamento, le lacrime che dichiaravano l’emozione sul viso delle mie maestre, l’impaccio sparito subito dopo i primi passi: ecco perché ho deciso di provare a fare le cose in grande.

E quindi: Modena, Italian Pole Contest 28 e 29 marzo 2015, categoria base, numero di gara 7.

Appena l’ho detto alla nostra Soko siamo partite nonostante il poco tempo a disposizione. Eh sì, con grande meraviglia la Soko ha accettato di impegnarsi con me, ed io con lei.
La preparazione è impegnativa, non solo durante gli allenamenti, ma anche nel resto della vita quotidiana: un corretto regime alimentare, stretching, ascolto infinito della canzone scelta, visualizzazione delle combo.
Non ho mai avuto dubbi sul fatto che sarei arrivata su quel palco, senza fare sfigurare la mia insegnante, senza fare figuracce davanti alle Sokogirls.

Allenamenti duri, di due persone che devono imparare a fidarsi una dell’altra, imparare a comunicare.

Con Elena mi sono trovata subito: niente bastone e carota, solo bastone! Ed in me solo l’obiettivo di compiacerla, di sentirle dire “bene, così va meglio”, nonostante la soggezione che mi ha accompagnato quasi fino alla fine. Mi mandava il cervello in pappa l’idea di muovermi davanti a lei, a cui tutti i movimenti riescono naturali e sensuali.

Durante gli allenamenti ogni movimento scorretto è stato ridotto a brandelli, analizzato e ricomposto solo dopo aver eliminato l’errore. Con immensa pazienza e lavoro di chi sa come insegnare.

Sapevo già che il mio grosso limite sarebbero stati tutti i movimenti a terra, quelli in cui serve avere una grazia che solo la danza ti può dare. Ed io non ho mai danzato, né seguito corsi che non fossero zumba. Non ho mai avuto la postura della ballerina.

Ma in questi mesi ho imparato tanto, e ammetto che si fa quattro volte più fatica di chi invece sa danzare, ma i risultati con costanza ed impegno si ottengono.


Arriviamo a Modena, venerdì pomeriggio, dopo l’allenamento del mattino. Andiamo subito al palazzetto per vedere il palco e provare i pali.

Che emozione essere lì sopra! E che paura il tavolo dei giudici!
E poi il check in, la consegna del braccialetto “atleta”. Atleta?! Io?!
Solo qualche ora e potremo far vedere i risultati del nostro lavoro, dei nostri sforzi, dei nostri lividi.

Più di tre mesi di preparazione per treminutieventisecondi sulle note di U+UR HAND di Pink.

E le raccomandazioni della Soko sull’andare a letto presto, sul bere la tisana rilassante, e sulle cure amorevoli che Irene e Giulia (cfr controllo che non bevessi spritz) avrebbero dovuto elargire.


Sabato mattina: sveglia presto, colazione leggera, doccia, costume indossato, trucco fatto e via verso il palazzetto.

Riscaldamento, tieniti calda e non stancarti. Vedi le altre ragazze che si esibiranno prima e dopo di te. Ed il timore di dimenticarsi la coreo, sbagliare il solito passaggio, di perdere il tempo.

E poi, senti l’annuncio “Sul palco Stefania Ongaro”.

Il cuore perde un battito.
Adrenalina, troppa adrenalina, respira che se no tremi troppo.
Guarda i giudici.
Sorridi.
E respira.

Parte la musica, quella canzone che hai stalkerato per tre mesi, quelle note e parole che cantano solo perché tu, che sei lì sul palco, le balli.

E 1,2,3,4 ti muovi, 5,6,7,8 continui ad andare, tutto scorre, inizi a prenderci gusto, vuoi solo dimostrare quanto vali a te stessa, e sali  e giri e finisci la prima combo. Applausi, il sostegno delle Sokogirls arriva fino a te.

Il tempo si ferma e ogni movimento è consapevole, e continui a tenere il coccige basso, le ginocchia, quelle che non sono mai abbastanza stese, e le punte, sempre tirate. Tutti i muscoli in tensione.

E poi finisce.

Soddisfazione, abbracci, lacrime di gioia, e l’obiettivo di arrivare in alto.

E la consapevolezza di aver vinto comunque.


Ma che emozione!

E la felicità di aver trovato persone speciali a cui voglio un mondo di bene.


Il ringraziamento più forte va alla mia insegnante Elena, che ha saputo tirare fuori il meglio di me e che mi ha insegnato tanto con estrema pazienza. E continuerò ad imparare da lei… visto che ho già in mente di iscrivermi ad un’altra competizione!

Altrettanto forte il ringraziamento ad Irene, una dolce grande donna e ballerina, anche se in questa occasione sfortunata. Anche da lei voglio continuare ad imparare, una fonte inesauribile di vitalità e sensualità. E di Amicizia.

E come non citare Giulia? La cucciola che ci ha tenute a bada in questa avventura, la donna che ci ha accompagnate e fatto coraggio.

Un ultimo ringraziamento alle twerkatrici folli che mi hanno sostenuta e che nonostante la notte brava sono arrivate in tempo per la mia esibizione: Luna e Valentina.

Senza dimenticare il sostegno della SokoFamily anche a distanza.


Grazie, grazie a tutti quanti.

Stay grip,

con amore Pink.

06.04.2015 17:35