21.01

La Bridget Jones del palo

Ogni esperienza nel mondo della pole dance è diversa dalle altre, ed ognuna è magica. Ilaria ci racconta la sua.


E' passato un anno da quando ho deciso di dare una svolta al mio concetto di sport. 

Prima per me la borsa della palestra conteneva Nike Air, pantaloni della tuta e una maglietta a maniche corte, ora quando preparo la borsa d'allenamento potrei egualmente presentarmi a una sfilata di victoria secret! 

Incredibile per chi mi conosce. Io, il maschiaccio della “cumpa”, quella che va in moto, fa l'informatica e che preferisce smontare il motore della Patrol che ascoltare 5 minuti le amiche parlare di moda. Io che pensavo che Gimmy Chow(o come c@#@$# si scrive) fosse una razza di cane, io, che credevo che il concetto di AIR nelle Nike potesse considerarsi TACCO, io che nell'armadio ho 7 paia di scarpe di cui 3 anfibi, 2 paia di nike e le sneakers... e ora un tacco 20 con plateau(che tengo a precisare ho scoperto cosa fosse grazie alla pole)!

Un miracolo? No, una passione. Una passione forte nata esattamente un anno fa allo Studio Pole Dance di Monza, una passione diventata sempre più forte col tempo, una passione che ha superato la mia indole, ha forzato la mia natura.

“Lo devi volere. Ci devi credere.”
“Non esiste il Non ci riesco”
“Nun ce devi prova', ce devi riuscì!”

Pochi motti ripetuti 10000 volte dalle compagne, oramai quasi sorelle, da Elena e in cui per diventare una poler ci devi credere con tutta te stessa. 

Non lo nego alle ragazze che vogliono iniziare a intraprendere questo sport. L'inizio è imbarazzante e sconfortante, soprattutto se hai un fisico un po' imperfetto come me, quando ho iniziato vedevo tutte belle perfette, fisici notevoli e tutte mezze nude. Io avrei fatto lezione col burka dalla vergogna e lì mi si chiedeva di mettermi in reggiseno e mutande!! Mi sentivo la Bridget Jones del palo.

Mi sentivo negata, non avevo forza nelle braccia (ho sempre praticato sport in cui l'uso delle braccia era secondario: zumba, aerobica, step, ...), nei movimenti ero impacciata, poco elegante, insicura. Sembrava sempre che mi trovassi lì per caso, non che fossi una poledancer. Mi guardavo e mi sentivo fuori luogo. Avrei voluto mollare 1000 volte. Ma le mie compagne mi sostenevano. Mi davano fiducia. Mi dicevano “VEDRAI! DATTI TEMPO”. Non volevo deluderle. Non volevo mollare. Alla fine stare a testa in giù arrampicata come una scimmia mi piaceva. Ma cavoli va che lividi! Posso io andare in giro cosi? Beh ma chissene io continuo anche il prossimo mese... e il mese dopo e quello dopo ancora...

Ora è passato un anno. I miei lividi diminuiti. Le mie braccia fortificate. Riesco ad arrivare DA SOLA (ammetto che i primi mesi mi facevo accompagnare dalle mie compagne al palo!!) dallo spogliatoio alla mia postazione con un tacco 20 senza schiantarmi di faccia. Faccio una roba che pare persino quasi una spaccata!

Ma soprattutto la mia famiglia si è allargata con delle nuove sorelle, la mia casa è spesso piena di allegria e gente che pende dal mio soffitto, ho imparato che per sentirsi belle non devi essere la Jolie, ma puoi essere mille volte più bella e sexy se solo ci credi. Se ti dai una chance di migliorarti . Se credi nelle magie. Se guardando un segnale stradale ci vedi un mondo nuovo di evoluzioni e fantasia. 

Se riesci a guardare il mondo con gli occhi di una poledancer allora ti si apriranno nuove prospettive. E non sarai mai sola.

- Ilaria C. -

21.01.2015 22:24